SANITA’ LOMBARDIA: FIMMG, ASSISTENZA A KM ZERO PER PAZIENTI IN TERAPIA ANTICOAGULANTE

Data: 9 Gennaio 2017

Milano, 9 gen. (AdnKronos Salute) – Assistenza ‘a km zero’ per i pazienti che assumono farmaci anticoagulanti orali per scongiurare la formazione di trombi potenzialmente mortali. E’ il progetto di medicina di prossimità lanciato come proposta alla Regione dalla Federazione medici di medicina generale (Fimmg) della Lombardia, sulla base di una rilevazione conclusa dal sindacato regionale medici di famiglia in collaborazione con la Scuola di formazione ricerca (Sifmed) della Fimmg.

A conferma dei dati pubblicati in letteratura risulta che – informa la Fimmg Lombardia – con una prevalenza dell’1,5% sulla popolazione generale, sono circa 150 mila i cittadini lombardi che mediamente ogni 20 giorni devono calcolare il livello di coagulazione del sangue per misurare l’efficacia del trattamento anticoagulante orale. “Cifre impressionanti”, commenta Fiorenzo Corti, segretario di Fimmg Lombardia: “Quasi 3 milioni di prelievi annui per pazienti affetti da trombosi venosa, disturbi del ritmo cardiaco o che hanno subito interventi di cardiochirurgia o di chirurgia vascolare. Questi pazienti, per l’effettuazione del prelievo – ricorda Corti – si
rivolgono per ora in ospedale o nei laboratori convenzionati. Sono malati perlopiù fragili e anziani, che spesso devono essere accompagnati da un familiare per l’esecuzione dell’esame, con grande spreco di risorse personali e con sovraffollamento dei centri prelievi”.

Da qui la discesa in campo dei camici bianchi di famiglia: adeguatamente attrezzati – assicurano a Palazzo Lombardia – i loro studi potrebbero alleggerire questo peso per i pazienti, i loro familiari e il sistema.
“A questa situazione – sostiene infatti Corti – si può porre rimedio con un coinvolgimento dei medici di famiglia: è sufficiente che ogni studio medico venga dotato di uno strumento per il calcolo dell’esame da sangue capillare, senza quindi necessità di prelievo da sangue venoso, attività che attualmente viene svolta in pochi studi medici e sostanzialmente su base volontaria”.

“La Regione in questo momento è impegnata nell’attuazione della legge di riforma che dovrebbe valorizzare l’assistenza territoriale”, osserva il segretario del sindacato lombardo.

“Abbiamo in più volte incontrato l’assessore al Welfare Giulio Gallera che si è dimostrato interessato a recepire le proposte innovative provenienti dalla medicina generale. I medici di famiglia ci sono: è sufficiente solamente un piccolo investimento per mettere a disposizione dei loro studi un infermiere”, conclude Corti.



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