Affermazioni di Giorgetti sulla medicina di Famiglia, Scotti

Data: 26 Agosto 2019

Un sottosegretario un po’ “sconnesso” dal mondo reale richiamato da Salvini…

Affermazioni di Giorgetti sulla medicina di Famiglia, Silvestro Scotti: «Un sottosegretario un po’ “sconnesso” dal mondo reale richiamato da Salvini, e che ignora il mondo dei sondaggi: quasi paradossale»

«La crisi di governo deve aver mandato in confusione il sottosegretario della Lega Giorgetti, che evidentemente non riesce più a leggere in modo chiaro i sondaggi altrimenti ci spieghi come mai si richiama la sovranità popolare e poi non la si rispetta a fronte di sondaggi che vedono i medici di famiglia a più dell’80% di gradimento, primi tra tutte le figure dell’SSN, e lui ci insegna che il popolo si rispetta sempre non a corrente alternata. Se avesse letto con attenzione gli ultimi dati disponibili si sarebbe infatti accorto che sono sempre più gli italiani che ricorrono al medico di famiglia. Questo senza considerare che la rete della medicina di famiglia, con la sua prossimità al paziente, ricoprirà sempre più un ruolo primario nella sanità pubblica, sopratutto nella gestione delle cronicità in un paese (l’Italia) che vede costantemente innalzarsi l’età media». Silvestro Scotti, Segretario Generale della FIMMG, risponde a quanto dichiarato da Giancarlo Giorgetti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, nel suo intervento di oggi al Meeting di Rimini per l’incontro “Intergruppo sussidarietà: le riforme istituzionali”. «Pur comprendendo lo stress di un momento politico che vede il sottosegretario evidentemente sotto pressione – ironizza Scotti – non possiamo che stigmatizzare dichiarazioni che denotano un tale distacco dal mondo reale, oltretutto in contrasto con le affermazioni al Senato del leader della Lega Matteo Salvini che invece sottolineavano proprio per il suo partito un ruolo esattamente opposto, fortemente rappresentate, oltretutto, dallo stesso Salvini da una competente e condivisibile valutazione sulle caratteristiche di evoluzione demografica della popolazione italiana. Evoluzione demografica che imporrebbe a Giorgetti per restare nel reale innanzitutto, per la parte professionale, di venire nei nostri studi e sale d’attesa e vedere se sono vuoti e quale siano il modello e i tempi di cura della medicina di famiglia e, forse, più nelle sue competenze, le parti strutturali a sostegno di quanto ha dichiarato, ovvero di valutare le caratteristiche di analfabetismo informatico della popolazione rispetto ad accesso ad una sanità digitale, di valutare la diffusione infrastrutturale (banda larga etc) nei vari territori del paese, di confrontare la densità demografica di presenza di prossimità della specialistica, di comprendere che invece la evoluzione della medicina di famiglia richiede investimenti in personale e capacità diagnostica di prossimità vicino fino al domicilio di pazienti che diventano sempre più anziani e cronici. Mi auguro, una volta che la crisi di Governo sarà risolta, che il sottosegretario abbia modo di prendere qualche giorno per riposare e di studio e ricerca sul tema. Magari, potrebbe approfittarne per fare visita nello studio di un medico di famiglia. Scoprirebbe certamente che in una società come la nostra, sempre più attenta ai numeri e meno alle persone, il medico di famiglia è uno dei pochi baluardi che resistono a tutela della salute dei cittadini come persone e non come numeri di sondaggi che si usano quando ci piace».



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