In allegato il verbale di preintesa

«L’approvazione del “Decreto Calabria” richiede, anche, la definizione di un’agenda urgente in Conferenza delle Regioni per quanto da realizzare, fin da subito, sul tema proposto in termini di programmazione dalla legge. È un imperativo per non disperdere nei tempi della burocrazia quanto di necessario e urgente deve passare ad una fase esecutiva».

Con queste parole il Segretario Generale FIMMG Silvestro Scotti commenta l’approvazione in senato del Decreto Calabria in riferimento alla fase applicativa, competenza di Regioni e Sindacati. La legge contiene sia misure in materia di accesso al Corso di formazione in Medicina Generale, che di variazione delle norme della Balduzzi in merito alla risposta multiprofessionale del singolo medico di famiglia. Affianco o rinforzando con questa possibilità quelle già previste di tipo complesso quali AFT e UCCP.

«Alla Conferenza delle Regioni- aggiunge Scotti – voglio lanciare un messaggio preciso: non ci sono più impedimenti o ragioni che possano ritardare la produzione di un Atto d’Indirizzo che permetta ad horas di avviare la discussione sul tema della integrazione multiprofessionale del singolo medico che rappresenti la risposta elementare allo tsunami demografico e di cronicità conseguenti che aspetta le cure primarie garantendo la triade base per l’efficienza di tali processi di cure ovvero fiduciarietà, prossimità e domiciliarità». Il tema è quello dell’esigenza di affrontare da subito all’interno dell’Accordo collettivo nazionale (ACN) lo sviluppo dei cosiddetti “micro team delle cure primarie”, unità fondamentali che ruotano attorno alla figura del Medico di Medicina Generale affiancato da personale infermieristico, operatori socio-sanitari e amministrativo. L’Atto d’Indirizzo deve regolare anche quanto previsto rispetto dalla nuova normativa sull’accesso dei giovani alla professione prima del completamento del Corso, garantendo un modello qualitativo adeguato per i cittadini con sistemi di partecipazione  obbligatoria per questi giovani ai modelli associativi e organizzativi della Medicina di Famiglia. Così da realizzare il giusto passaggio di testimone generazionale che si sta prospettando.
Ultimo punto, ma forse primo per necessità di urgenza, è l’immediata decisione sul riparto del fondo per i posti aggiuntivi senza borsa previsti per il concorso già di quest’anno e la  conseguente pubblicazione dei bandi regionali a cui dovrà seguire quella in G.U. del bando di sintesi nazionale che permette la proposizione delle domande da parte dei giovani medici.

«Appare evidente che di norma le Regioni pubblicavano i bandi tra febbraio e inizio marzo di ogni anno, con la conseguenza che il bando nazionale si pubblicava in maggio con i termini a giugno, esame di accesso a settembre e inizio del corso a dicembre. Se non vogliamo che le lamentazioni sulla carenza di medici appaiano solo “lacrime di coccodrillo”, sarà bene pubblicare entro giugno i nuovi bandi regionali, così da riuscire a pubblicare entro fine luglio il bando nazionale e prospettare un esame a novembre con inizio dei corsi entro l’anno. In caso contrario tutto il tempo utilizzato per definire come i criteri di incremento dei partecipanti al corso sarà servito solo allo spostamento, saltando un anno dell’accesso formativo. Ergo, avremmo peggiorato e non migliorato la situazione».

Scotti conclude: «Non possiamo non sottolineare che abbiamo finora avuto pazienza, fiducia e atteggiamento propositivo e di confronto. Tuttavia, le ultime determinazioni sugli atti di indirizzo economico della dirigenza medica, che non hanno visto coinvolto in maniera omogenea invece la Medicina di Famiglia, rappresentano uno schiaffo su cui non siamo pronti a porgere l’altra guancia. Metteremo insieme tutti questi temi e le nostre proposte/aspettative – conclude Scotti – e valuteremo ci le risposte concrete e molto celeri determinare entro sabato 6 luglio, data in cui abbiamo già convocato un Consiglio nazionale della FIMMG. In assenza di riscontri concreti proporremo all’intera categoria di dichiarare lo stato di agitazione e lo sciopero, abbandonando la discussione su tavoli contrattuali che evidentemente non hanno la capacità di rappresentare la volontà del cambiamento ma solo quella di compressione di una categoria

FIMMG: Rinnovo ACN medicina generale. Scotti (FIMMG) “Finalmente una buona notizia: accolta dalle regioni la richiesta di Fimmg di un atto di fiducia. Firmata preintesa, al 5 settembre per la sottoscrizione definitiva”

A conclusione di un aspro confronto con la parte pubblica (SISAC) – dichiara Silvestro Scotti Segretario Nazionale della Fimmg – possiamo dichiararci soddisfatti per un primo passo verso la conclusione del percorso per il rinnovo contrattuale e per iniziare un’azione condivisa con Regioni e Ministero per la difesa della medicina generale e quindi del Servio Sanitario Nazionale attraverso il nuovo Patto per la Salute e il mantenimento senza riduzioni del Fondo Sanitario Nazionale.

Chiarire le regole per l’inserimento di giovani in formazione nel territorio rappresenta un chiaro risultato dell’azione di Fimmg per risolvere il problema della grave carenza dei medici di famiglia nel nostro paese.

Nei prossimi tre anni, grazie a questa preintesa, oltre ai medici già presenti in graduatoria, i cittadini italiani avranno a disposizione più di 6.000 giovani medici di famiglia che stanno frequentando il corso di formazione specifica.

La firma di questo accordo – prosegue Scotti – ha coniugato, inoltre, l’ esigenza dei cittadini di poter contare sulla presenza di un nuovo medico di famiglia, quando il proprio andrà in pensione, con l’esigenza dei medici in attesa dal 2010 di un ristoro economico per la categoria oggi definito anche se in maniera parziale.

Abbiamo percepito la presenza in trattativa della parte politica a partire dal Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, e del Presidente del Comitato di Settore, Sergio Venturi, rispettivamente anche Presidente e Assessore alle politiche per la salute della Regione Emilia Romagna, trovando sul tavolo della negoziazione, già presenti i temi con loro discussi nelle scorse settimane.

Siamo certi – conclude Scotti – che seguirà anche l’attenzione del Ministero della Salute, prima dell’appuntamento del 5 settembre, rispetto al necessario passaggio in Consiglio dei ministri dell’integrazione dell’atto di indirizzo indispensabile per la chiusura dell’intesa contrattuale.

Siamo a oggi nelle condizioni di convocare un Consiglio Nazionale Straordinario, previsto per il giorno 7 settembre per ritirare lo stato di agitazione già proclamato.

Affermazioni di Giorgetti sulla medicina di Famiglia, Scotti

Un sottosegretario un po’ “sconnesso” dal mondo reale richiamato da Salvini…

Affermazioni di Giorgetti sulla medicina di Famiglia, Silvestro Scotti: «Un sottosegretario un po’ “sconnesso” dal mondo reale richiamato da Salvini, e che ignora il mondo dei sondaggi: quasi paradossale»

«La crisi di governo deve aver mandato in confusione il sottosegretario della Lega Giorgetti, che evidentemente non riesce più a leggere in modo chiaro i sondaggi altrimenti ci spieghi come mai si richiama la sovranità popolare e poi non la si rispetta a fronte di sondaggi che vedono i medici di famiglia a più dell’80% di gradimento, primi tra tutte le figure dell’SSN, e lui ci insegna che il popolo si rispetta sempre non a corrente alternata. Se avesse letto con attenzione gli ultimi dati disponibili si sarebbe infatti accorto che sono sempre più gli italiani che ricorrono al medico di famiglia. Questo senza considerare che la rete della medicina di famiglia, con la sua prossimità al paziente, ricoprirà sempre più un ruolo primario nella sanità pubblica, sopratutto nella gestione delle cronicità in un paese (l’Italia) che vede costantemente innalzarsi l’età media». Silvestro Scotti, Segretario Generale della FIMMG, risponde a quanto dichiarato da Giancarlo Giorgetti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, nel suo intervento di oggi al Meeting di Rimini per l’incontro “Intergruppo sussidarietà: le riforme istituzionali”. «Pur comprendendo lo stress di un momento politico che vede il sottosegretario evidentemente sotto pressione – ironizza Scotti – non possiamo che stigmatizzare dichiarazioni che denotano un tale distacco dal mondo reale, oltretutto in contrasto con le affermazioni al Senato del leader della Lega Matteo Salvini che invece sottolineavano proprio per il suo partito un ruolo esattamente opposto, fortemente rappresentate, oltretutto, dallo stesso Salvini da una competente e condivisibile valutazione sulle caratteristiche di evoluzione demografica della popolazione italiana. Evoluzione demografica che imporrebbe a Giorgetti per restare nel reale innanzitutto, per la parte professionale, di venire nei nostri studi e sale d’attesa e vedere se sono vuoti e quale siano il modello e i tempi di cura della medicina di famiglia e, forse, più nelle sue competenze, le parti strutturali a sostegno di quanto ha dichiarato, ovvero di valutare le caratteristiche di analfabetismo informatico della popolazione rispetto ad accesso ad una sanità digitale, di valutare la diffusione infrastrutturale (banda larga etc) nei vari territori del paese, di confrontare la densità demografica di presenza di prossimità della specialistica, di comprendere che invece la evoluzione della medicina di famiglia richiede investimenti in personale e capacità diagnostica di prossimità vicino fino al domicilio di pazienti che diventano sempre più anziani e cronici. Mi auguro, una volta che la crisi di Governo sarà risolta, che il sottosegretario abbia modo di prendere qualche giorno per riposare e di studio e ricerca sul tema. Magari, potrebbe approfittarne per fare visita nello studio di un medico di famiglia. Scoprirebbe certamente che in una società come la nostra, sempre più attenta ai numeri e meno alle persone, il medico di famiglia è uno dei pochi baluardi che resistono a tutela della salute dei cittadini come persone e non come numeri di sondaggi che si usano quando ci piace».

Firmata la pre-intesa sul nuovo ACN

Caro collega,
è con profonda soddisfazione che ti scriviamo per comunicarti che nella giornata di ieri è stata firmata la pre-intesa sul nuovo ACN. L’accordo in questione consente di sbloccare i fondi per saldare gli arretrati per la medicina generale, oltre a definire in modo più chiaro le norme introdotte dal DL semplificazione e dal DL Calabria in merito agli incarichi attribuibili ai medici in formazione. Per quanto riguarda i medici di medicina generale convenzionati gli arretrati saranno attribuiti nella misura di 1.28 euro per assistito per quanto riguarda il 2018, mentre ammonteranno a 1.27 a decorrere dal gennaio 2019. Saranno coinvolti anche i medici di Continuità Assistenziale, che verranno indennizzati di una cifra pari a 0.40 euro l’ora sia per il 2018 che per il 2019, con decorrenza anche in questo caso dal gennaio di quest’anno.

Questo è un passo che testimonia l’impegno di FIMMG con l’obiettivo di arrivare in tempi brevi alla firma del nuovo ACN. Il traguardo più prossimo dovrà essere quello di raggiungere un accordo sui modelli organizzativi e sugli incentivi alla medicina d’iniziativa.