FIMMG - Federazione Regionale della Lombardia
   
   
 
 


NOTIZIE


- 5 : mancano cinque giorni allo sciopero
Lettera aperta al Governo ed ai Parlamentari italiani del Segretario Nazionale FIMMG Giacomo Milillo. - 04/02/2012
 

9-10-11-12 Febbraio 2012 sciopero dei Medici di Medicina Generale

Un disagio largamente evitabile.

La Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (FIMMG), il sindacato di gran lunga più rappresentativo dei medici convenzionati col SSN operanti nel territorio, ha da sempre contribuito alla difesa ed all’’evoluzione della sanità pubblica nel nostro Paese. Consapevole della responsabilità derivata dall’’essere la più numerosa organizzazione sindacale medica si è sempre rapportata con le Istituzioni con spirito costruttivo e propositivo, spesso contribuendo, con la propria specifica competenza, a migliorare la fruibilità e la fattibilità delle scelte di politica e di programmazione sanitaria, a tutto vantaggio dell’assistenza erogata ai cittadini. Negli oltre sessanta anni della sua storia le direttrici di questo modo di relazionarsi sono state l'ideazione, la logica, l'impegno assistenziale, la capacità di analisi di problemi complessi e la proposizione di soluzioni praticabili, raramente il ricorso all’azione sindacale e ancora più raramente allo sciopero, sempre vissuto come un venir meno alla propria scelta di privilegiare il confronto.

La FIMMG, però, il 9-10-11-12 febbraio chiama tutti i Medici di medicina generale allo sciopero e inizia così una stagione di duro confronto sindacale che è destinato a protrarsi, inasprendosi, se il Governo e il Parlamento continueranno a rifiutare qualsiasi confronto risolutivo su disposizioni legislative (L. 22/12/2011 n°214, art 24 commi 2 e 24.), che sovvertono il diritto della categoria a costruirsi un futuro previdenziale, in maniera autonoma, unicamente con i propri contributi, senza per nulla incidere sul bilancio dello stato in quanto mai su esso ha gravato.

In particolare l'ente di previdenza dei medici, ENPAM, ente privatizzato, viene messo nell'impossibilità di affrontare quella evenienza demografica, consistente nell'elevato aumento del numero di soggetti che per ragioni anagrafiche andranno in pensione, ampiamente attesa tra il 2015 e 2025 e per la quale l'Ente si è da tempo preparato, accantonando un solido patrimonio e predisponendo una modifica dei regolamenti, che era stata definita a livello tecnico con i Ministeri competenti, attraverso la quale, al prezzo di ulteriori sacrifici unicamente a carico dei contribuenti medici, si sarebbero create le condizioni, con la sola forza dei risparmi e accantonamenti indotti, per garantire a tutte le generazioni di professionisti una serenità pensionistica. Un percorso virtuoso che ci saremmo aspettati fosse rispettato, in quanto anticipatore della linea di dichiarato rigore indicata al sistema-paese; invece il divieto al ricorso, anche non strutturale, ma saltuario, del patrimonio, costituito con i risparmi della categoria, per garantire l'equilibrio dei bilanci tecnici, passato da trenta a cinquant’anni, e la previsione di sanzioni, non si sa come applicabili, di fatto apre scenari oscuri, che si spingono fino alla necessità di dover ridefinire gli impegni previdenziali assunti con i medici, con un danno pensionistico per i singoli quantizzabile fino ad una riduzione del 30% delle pensioni.
I medici chiedono solo di poter contare, per garantire i bilanci tecnici Enpam, sui risparmi che hanno accumulato in tanti anni e sui quali hanno costruito la sicurezza del loro futuro pensionistico, il tutto sotto la tutela dei Ministeri vigilanti e per un periodo limitato (parte della gobba demografica ampiamente nota), dopo di che i calcoli attuariali dimostrano che il patrimonio dell’’Enpam continuerà a crescere e i sacrifici richiesti alle generazioni via via subentranti saranno in linea con quella equa solidarietà intergenerazionale che caratterizza la nostra previdenza.
Non c'è alcun vantaggio erariale nel negare ai Medici di medicina generale il diritto, attraverso il loro Ente privato, di utilizzare per fini istituzionali il proprio danaro, né nel chiedere loro di privarsene per legge e sempre per legge obbligarli a sacrifici insopportabili in una stagione di blocco dei contratti e di aumento sproporzionato dei costi di esercizio professionale, ai quali continuano a far fronte per offrire una assistenza pubblica con pari caratteristiche di accoglienza nei riguardi dei cittadini.
E' proprio necessario costringere una intera categoria a scioperare per vedersi riconoscere un elementare diritto di cittadinanza?

E' proprio necessario e giustificabile affrontare una dura stagione di iniziative sindacali, con l'inevitabile conseguente disagio assistenziale e sociale, per non aver consentito a dei privati cittadini, che non richiedono previdenze o integrazioni erariali, di gestirsi e garantirsi autonomamente, con i propri soldi, le pensioni?
Ci rivolgiamo alla sensibilità dei destinatari di questa lettera, perché evitino un'incomprensibile e immeritata scelta punitiva nei riguardi di professionisti che raccolgono il massimo gradimento da parte della popolazione in campo sanitario.
Cordiali saluti.
Giacomo Milillo


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Incontro ENPAM - Ministro del Lavoro.
Comunicato stampa FIMMG.
I lanci delle agenzie di stampa. - 04/02/2012
 

"ENPAM, MILILLO: PRENDIAMO ATTO DELLA POSIZIONE DEL MINISTERO, MA MANCANO
APERTURE SUFFICIENTI. ANDIAMO AVANTI CON LO SCIOPERO DELLA MEDICINA
GENERALE".
“Prendiamo atto della posizione del Ministro del Lavoro Fornero, in occasione dell'incontro informale con il vicepresidente vicario dell'ENPAM Alberto Oliveti. Accettare il criterio del saldo corrente (che considera come risorse utilizzabili non solo i contributi degli iscritti, ma anche i proventi del patrimonio) per mantenere in equilibrio ai sensi di legge il nostro Ente previdenziale, rappresenta un piccolo passo in avanti, peraltro già anticipato pubblicamente” dichiara il segretario nazionale della Fimmg, Giacomo Milillo, “ma sulla legge resta ancora scritto che gli enti devono garantire l’equilibrio tra entrate contributive e spesa per prestazioni pensionistiche secondo bilanci tecnici riferiti ad un arco temporale di cinquanta anni”. “Il Ministro, purtroppo, sembra non voler considerare la concreta volontà di dialogo della categoria e preferisce portarci al confronto sul piano della forza, nonostante gli evidenti disagi che questo comporta per l'assistenza – aggiunge Milillo - . I medici non intendono accettare una imposizione, ingiusta, vessatoria e totalmente inutile per le finanze pubbliche, che ha l'unico risultato certo di compromettere le pensioni dei professionisti di tutte le età e di rendere necessario un carico contributivo molto elevato per le prossime generazioni, senza garanzia di prestazioni previdenziali adeguate. Lo sciopero programmato e le successive iniziative sindacali possono essere evitate solo nella prospettiva di una modifica della legge o di un atto interpretativo cogente che consenta a questo e ai prossimi governi di validare la possibilità per l'ENPAM di usare il proprio patrimonio, anche se in condizioni particolari, in modo transitorio, non strutturale e comunque
vigilato. Allo stato attuale riteniamo che non ci siano garanzie sufficienti per la tutela dei legittimi interessi previdenziali dei medici e per questo, nel rispetto delle competenze e a sostegno delle casse, andremo avanti nella
nostra protesta, confermando i quattro giorni di sciopero a partire da giovedì 9 febbraio. Nella lettera aperta inviata al Governo e a tutti i
parlamentari sono illustrate le motivazioni a sostegno delle nostre ragioni”.

SANITA': FIMMG, SU ENPAM APERTURE INSUFFICIENTI, AVANTI CON SCIOPERO =
MILILLO ALL'INDOMANI DELL'INCONTRO FRA VICE PRESIDENTE ENTE E
MINISTRO FORNERO Milano, 4 feb. (Adnkronos Salute) - "Prendiamo atto della posizione del ministro del Lavoro Fornero, in occasione dell'incontro informale con il vicepresidente vicario dell'Enpam Alberto Oliveti. Ma mancano aperture sufficienti", per questo "andiamo avanti con lo sciopero della medicina generale" annunciato per 4 giorni dal 9 febbraio. Lo afferma in una nota Giacomo Milillo, segretario nazionale della Federazione italiana medici di medicina generale, all'indomani dell'incontro. "Accettare il criterio del saldo corrente (che considera come risorse utilizzabili non solo i contributi degli iscritti, ma anche i proventi del patrimonio), per mantenere in equilibrio ai sensi di legge il nostro Ente previdenziale - spiega Milillo - rappresenta un piccolo passo in avanti, peraltro già anticipato pubblicamente, Ma sulla legge resta ancora scritto che gli enti devono garantire l''equilibrio tra entrate contributive e spesa per prestazioni pensionistiche secondo bilanci tecnici riferiti ad un arco temporale di 50 anni". Secondo Milillo "il ministro, purtroppo, sembra non voler considerare la concreta volontà di dialogo della categoria e preferisce portarci al confronto sul piano della forza, nonostante gli evidenti disagi che questo comporta per l'assistenza. I medici non intendono accettare una imposizione, ingiusta, vessatoria e totalmente inutile per le finanze pubbliche, che ha l'unico risultato certo di compromettere le pensioni dei professionisti di tutte le età e di rendere necessario un carico contributivo molto elevato per le prossime generazioni, senza garanzia di prestazioni previdenziali adeguate". Pertanto, precisa il segretario Fimmg, "lo sciopero programmato e le successive iniziative sindacali possono essere evitate solo nella prospettiva di una modifica della legge o di un atto interpretativo cogente che consenta a questo e ai prossimi governi di validare la possibilità per l'Enpam di usare il proprio patrimonio, anche se in condizioni particolari, in modo transitorio, non strutturale e comunque vigilato. Allo stato attuale riteniamo che non ci siano garanzie sufficienti per la tutela dei legittimi interessi previdenziali dei medici e per questo, nel rispetto delle competenze e a sostegno delle casse, andremo avanti nella nostra protesta, confermando i 4 giorni di sciopero a partire da giovedì 9 febbraio. Nella lettera aperta inviata al Governo e a tutti i parlamentari sono illustrate le motivazioni a sostegno delle nostre ragioni".

SCIOPERO MEDICI, PER FIMMG BENE FORNERO MA NON BASTA
(AGI) - Roma, 4 feb. - "Prendiamo atto della posizione del Ministro del Lavoro Fornero, in occasione dell'incontro informale con il vicepresidente vicario dell'Enpam Alberto Oliveti. Accettare il criterio del saldo corrente (che considera come risorse utilizzabili non solo i contributi degli iscritti, ma anche i proventi del patrimonio) per mantenere in equilibrio ai sensi di legge il nostro Ente previdenziale, rappresenta un piccolo passo in avanti, peraltro gia' anticipato pubblicamente". Lo ha dichiarato il segretario nazionale della Fimmg, Giacomo Milillo. "Ma sulla legge - aggiunge - resta ancora scritto che gli enti devono garantire l'equilibrio tra entrate contributive e spesa per prestazioni pensionistiche secondo bilanci tecnici riferiti ad un arco temporale di cinquanta anni". "Il Ministro, purtroppo, sembra non voler considerare la concreta volonta' di dialogo della categoria e preferisce portarci al confronto sul piano della forza, nonostante gli evidenti disagi che questo comporta per l'assistenza - aggiunge Milillo - . I medici non intendono accettare una imposizione, ingiusta, vessatoria e totalmente inutile per le finanze pubbliche, che ha l'unico risultato certo di compromettere le pensioni dei professionisti di tutte le eta' e di rendere necessario un carico contributivo molto elevato per le prossime generazioni, senza garanzia di prestazioni previdenziali adeguate. Lo sciopero programmato e le successive iniziative sindacali possono essere evitate solo nella prospettiva di una modifica della legge o di un atto interpretativo cogente che consenta a questo e ai prossimi governi di validare la possibilita' per l'ENPAM di usare il proprio patrimonio, anche se in condizioni particolari, in modo transitorio, non strutturale e comunque vigilato". "Allo stato attuale - prosegue Milillo - riteniamo che non ci siano garanzie sufficienti per la tutela dei legittimi interessi previdenziali dei medici e per questo, nel rispetto delle competenze e a sostegno delle casse, andremo avanti nella nostra protesta, confermando i quattro giorni di sciopero a partire da giovedi' 9 febbraio. Nella lettera aperta inviata al Governo e a tutti i parlamentari sono illustrate le motivazioni a sostegno delle nostre ragioni".


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Oggi, 2 febbraio 2012, mancano sette giorni allo sciopero. Ricorda: -7! Il messaggio del Segretario Provinciale FIMMG Milano, Vito Pappalepore. - 02/02/2012
 

Mancano sette giorni allo sciopero nazionale del 9 e 10 febbraio medici di famiglia, 11 e 12 continuità assistenziale.
I provvedimenti governativi comporteranno una riduzione delle pensioni dal 10 al 30% ed un aumento dei contributi. Il Governo potrebbe dare una interpretazione più favorevole della legge riducendo un abnorme e patologico aumento delle riserve obbligatorie. E’ necessario dare una immagine di categoria forte e combattiva. Gli ambulatori il 9 e il 10 devono essere chiusi.
Nel pdf la tabella con le possibili riduzioni delle pensioni.
Vito Pappalepore
Segretario Provinciale Fimmg Milano


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Sciopero della medicina generale 9, 10, 11, 12 febbraio 2012. Le modalità sui canali FIMMG di YouTube. Collegati a www.fimmgnotizie.org - 01/02/2012
 


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Modalità di adesione allo sciopero dei medici del 9,10,11 e 12 febbraio - 01/02/2012
 

I singoli Medici di famiglia iscritti alla FIMMG NON devono comunicare la propria
adesione allo sciopero all‘Azienda Sanitaria di riferimento.
I Medici iscritti a un sindacato che abbia dichiarato la non partecipazione allo sciopero e
che, invece, intendono partecipare DEVONO comunicare la propria adesione allo
sciopero nei termini previsti dalle norme regionali o, qualora queste non siano state
definite, entro 24 ore dall’inizio dello sciopero stesso.
Durante lo sciopero il Medico è tenuto a garantire le prestazioni indispensabili.
Sono considerate prestazioni indispensabili per i Medici di Famiglia: le visite domiciliari
urgenti, comprese le visite in assistenza programmata a pazienti terminali, e l’assistenza
domiciliare integrata (Art 2, comma 2, lett. a-1 Codice di autoregolamentazione per
l’esercizio del diritto di sciopero dei medici aderenti alla FIMMG).
E’ vietato e penalmente perseguibile richiedere compensi ai cittadini per le prestazioni
effettuate.
I CERTIFICATI DI MALATTIA saranno rilasciati esclusivamente nella modalità cartacea
nell’ambito delle visite domiciliari urgenti rientrate tra le prestazioni indispensabili; in
tutte le condizioni cliniche che non richiedono visita domiciliare urgente i pazienti
dovranno rivolgersi alle altre strutture abilitate al rilascio delle certificazioni. (Il servizio
di Continuità Assistenziale viene garantito in presenza contingentata su tutti i compiti,
compresi quelli certificativi)
Gli studi medici DEVONO restare chiusi


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